GpG “Autonome” – Un problema in meno

Lieti di poter confermare che in sede di conversione al Senato è stato approvato il seguente emendamento al Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (art. 138):

Misure in materia di requisiti per l’approvazione della nomina a guardia particolare giurata

1. All’articolo 138, terzo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, dopo le parole: ”dal prefetto”, sono aggiunte le seguenti: ”, previa verifica dell’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente da un istituto di vigilanza autorizzato ai sensi dell’articolo 134 ovvero da uno dei soggetti che è legittimato a richiedere l’approvazione della nomina a guardia giurata ai sensi dell’articolo 133”.


2. Al fine di assicurare il reinserimento nel mercato del lavoro dei soggetti interessati, i decreti di approvazione di cui all’articolo 118 del predetto testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, eventualmente rilasciati per l’esercizio del mestiere di guardia giurata in forma di lavoro autonomo antecedentemente alla data di entrata in vigore della presente disposizione, conservano la propria efficacia fino alla data di scadenza del predetto titolo di polizia che può essere rinnovato per una sola volta.

Un risultato sicuramente positivo, ma che deve essere il preludio ad un periodo di iniziative per migliorare la “vita” agli operatori di settore.

Chiarimenti in materia di ritenute fiscali nell’ambito degli appalti

Il 24 dicembre 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 19 dicembre 2019 n. 157 che ha convertito, con modificazioni, il D.L. n. 124 (c.d. Decreto Fiscale) il quale, all’art. 4, contiene importanti novità relative ai versamenti IRPEF negli appalti endoaziendali.

Riportiamo qui un’interessante Circolare dello Studio NGRT e Associati Srl di Bologna, che espone una sintesi dell’attuale contesto applicativo.

Emanato nuovo regolamento sull’antipirateria

Emanato il nuovo regolamento sull’antipirateria

Emanato il Decreto Ministeriale  7 novembre 2019, n. 139“Regolamento recante l’impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria”, che dal 19 dicembre abroga e sostituisce il DM 266 del 2012.

Il nuovo Regolamento disciplina sempre l’impiego delle guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria, disciplinando le modalità per l’acquisto, l’imbarco, lo sbarco, il porto, il trasporto e l’utilizzo delle armi e del relativo munizionamento, nonché i rapporti tra le guardie giurate e il comandante della nave con riguardo alle modalità operative di svolgimento dei servizi a bordo.

Confermati in capo alle Guardie Giurate da impiegare nei servizi i principali oneri formativi – essere in possesso dei requisiti addestrativi previsti dall’articolo 6 del decreto del Ministro dell’interno 15 settembre 2009, n. 154, accertati dalla Commissione di cui al medesimo articolo 6, comma 4, previo superamento dell’esame di cui al successivo comma 5, fermo restando quanto stabilito dall’articolo 14, comma 2, del presente regolamento – ed abilitativi –  essere in possesso di porto d’arma lunga per difesa personale, ai sensi dell’articolo 42 T.U.L.P.S.

Antiriciclaggio – Il D.lgs 125/2019 e le principali novità

Antiriciclaggio
Il D.lgs 125/2019 e le principali novità

Riportiamo di seguito parte dell’analisi effettuata dalla società  di consulenza Grale Research & Consulting – Spin Off dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – in merito al Decreto legislativo n. 125/2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 ottobre 2019, entrato in vigore il 10 novembre 2019 e già ribattezzato dagli addetti ai lavori come Correttivo. Il decreto introduce delle novità legislative in materia di antiriciclaggio.

Il nuovo riferimento normativo apporta rilevanti modifiche al Decreto legislativo n. 231/2007, successivamente al recente aggiornamento già avuto con i Decreti legislativi nn. 90 e 92 del 2017, attuativi della IV Direttiva europea, recependo finalmente nel nostro ordinamento la cosiddetta V Direttiva antiriciclaggio (n. 2018/843 Ue).
Tra i vari punti innovativi, il Legislatore è intervenuto, in primis, ampliando il novero dei soggetti sottoposti ai relativi obblighi Antiriciclaggio (introducendovi le figure delle succursali “insediate” degli intermediari assicurativi; dei soggetti che commerciano cose antiche e opere d’arte o che agiscono da intermediari in questo ambito; dei prestatori di servizi di portafoglio digitale; degli agenti in affari anche quando agiscano in qualità di intermediari della locazione di un immobile con canone mensile pari o superiore ai 10 mila euro).
Per quanto più attinente all’ambito che ci riguarda, altra novità attiene ai rapporti dei soggetti obbligati con clienti persone giuridiche. In merito all’individuazione della titolarità effettiva, si prevede l’indicazione cumulativa dei fondatori, ove in vita; dei beneficiari, quando individuati o facilmente individuabili; dei titolari di poteri di rappresentanza legale, direzione e amministrazione. È prevista, inoltre, la clausola residuale in caso di impossibilità di individuazione univoca; in tal caso il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche titolari, conformemente ai rispettivi assetti organizzativi o statutari, di poteri di rappresentanza legale, amministrazione o direzione della società o del cliente comunque diverso dalla persona fisica.
Si prevede, inoltre, l’introduzione di misure di adeguata verifica rafforzata in relazione alla clientela che opera con Paesi ad alto rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, oltre che una serie di obblighi specifici relativamente ad informative periodiche per le transazioni effettuate con i soggetti operanti in questi Paesi per gli intermediari bancari o finanziari.
In materia di controlli, viene esteso lo strumentario utilizzabile dalle autorità di vigilanza per mitigare il rischio connesso ai Paesi terzi. La Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ad esempio, potrà servirsi del Nucleo speciale di polizia valutaria.
Infine, di estremo interesse sono le integrazioni al sistema sanzionatorio. A titolo di chiarimento, viene esplicitato e chiarito che Banca d’Italia e Ivass potranno, ad esempio, irrogare sanzioni anche nei confronti soggetti che esercitano funzioni di amministrazione, controllo e direzione dell’intermediario vigilato, assegnando a Banca d’Italia la facoltà di irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 350.000 euro nelle ipotesi di inosservanza delle disposizioni procedurali di organizzazione e controllo interno adottate nei confronti degli operatori non finanziari vigilati, ossia dei soggetti che esercitano l’attività di custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate.

Il Vice Presidente di A.N.I.V.P.  dott. Paolo Spollon, sentito sul punto, commenta: Il nuovo decreto inasprisce ulteriormente le incombenze a carico delle società specializzate nella gestione del contante e costringe le aziende a investire ulteriormente nell’attuazione di un complesso processo riorganizzativo che, come è facile intuire, sta comportando un ingente investimento economico. Stiamo lavorando per avere chiarezza e per tutelare le aziende di comparto nell’applicazione del contesto normativo e nel rapporto con le autorità di controllo.

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